Benessere mentale Pagina 2 di 2

Ansia feste di Pasqua: quando la famiglia fa sentire soli

Stare bene anche quando è difficile farlo

Non si tratta di uscire vincenti dalla cena di Pasqua. Si tratta di uscirne interi.

Ci sono alcune cose che funzionano, e non hanno niente di magico.

La prima è imparare a non raccogliere. Quando arriva la domanda invasiva — quella sul lavoro, sul corpo, sulle scelte di vita — non è necessario rispondere nel modo che l’altro si aspetta. Una risposta breve, non ostile, ripetuta con calma se necessario, chiude il binario senza aprire conflitti. “Sì, è un periodo impegnativo.” “Stiamo valutando.” “Per ora va bene così.” Il tono conta più delle parole.

La seconda è spostare la conversazione, non schivare la persona. Portare il discorso su un terreno neutro — un viaggio che qualcuno ha fatto, una serie che tutti hanno visto, un ricordo condiviso — non è cambiare argomento in modo difensivo. È scegliere dove si vuole stare, invece di lasciare che siano gli altri a sceglierlo per te.

La terza, e forse la più sottovalutata, è uscire. Non per sempre: anche solo dieci minuti. Una passeggiata corta, un caffè preso lontano dalla tavolata, due minuti fuori dalla porta sul terrazzo. Il sistema nervoso non distingue tra stress fisico e stress relazionale: ha bisogno di pause reali per riregolarsi. Non è una fuga. È igiene emotiva.

Quella solitudine che non si spiega a voce alta

C’è un tipo di solitudine che non si racconta facilmente. Non è la solitudine di chi è solo a casa. È la solitudine di chi è seduto in mezzo a tutte le persone che dovrebbero farlo sentire a casa, e non ci riesce.

Succede quando non ci si sente visti. Quando le conversazioni scivolano sopra quello che conta davvero. Quando il ruolo che si recita a tavola — figlio, genitore, fratello, genero — non lascia spazio a quello che si è diventati nel tempo.

Questa solitudine non ha una soluzione immediata. Ma riconoscerla, senza vergognarsene, è già qualcosa. Non c’è niente di sbagliato nell’uscire da un pranzo di Pasqua sentendosi un po’ stanchi di stare insieme. Significa solo che sei umano, e che le feste — con tutto il peso che portano — non bastano da sole a colmare la distanza tra le persone.

Quello che conta, forse, è quello che si fa nei giorni che non sono festa.

Resta aggiornato

Ricevi un avviso quando esce un nuovo articolo.